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Quotidiane

Fiera, colpo di scena per l’Immobiliare. Sta per entrare la Popolare di Vicenza



Colpo a sorpresa per il futuro della Fiera di Vicenza. Le bocche sono tutte cucite, ma pare proprio che i tre enti pubblici - Comune, Provincia e Camera di commercio - abbiano trovato un super-socio a cui chiedere di entrare nella compagine della “Immobiliare Fiera spa” (che è la società che possiede i terreni e gli immobili in cui lavora l’Ente Fiera): la Banca Popolare di Vicenza. Impossibile per ora avere conferme ufficiali. Irrintracciabili ieri pomeriggio il sindaco Enrico Hüllweck e la presidente Manuela Dal Lago. Dino Menarin Abbottonatissimo il presidente della Camera di commercio Dino Menarin, che si limita ad ammettere che «in passato si sono fatte ipotesi, a partire dalla piena disponibilità pubblicamente dichiarata dal presidente Gianni Zonin a dare un sostegno al sistema fieristico vicentino, a vantaggio dell’economia berica e di quella orafa. Solo ipotesi, senza che finora ci sia stato nulla di fatto. Comunque non mi meraviglierebbe affatto, e sarebbe un fatto positivo, se la Popolare vedesse l’opportunità di sostenere la Fiera, come accade ad esempio a Verona dove è entrata la Fondazione».

Da parte sua, il presidente Zonin dichiara che «la Fiera è un punto importante per l’economia vicentina, e per l’economia orafa in particolare, e in questo senso la Banca Popolare vuole supportare la Fiera nella sua crescita, come fattore importante per lo sviluppo economico».

A quanto pare di capire, insomma, al momento non c’è nulla di ufficiale, nel senso che evidentemente non si sono espressi i consigli e le giunte della banca e degli enti. Ma di sicuro l’ipotesi di ingresso della Popolare è molto concreta. E tra le righe fa intravedere un disegno in cui - fatto piuttosto raro e quindi ancora più rilevante - la politica e l’economia stanno lavorando a braccetto per il futuro di uno dei tesori del Vicentino come è appunto la Fiera. Come noto, infatti, l’Ente Fiera sta per diventare una “spa” e l’accordo prevede che tra i soci - l’intesa raggiunta ha evitato una lunga guerra giudiziaria - ci siano tutte le categorie economiche a fianco degli enti pubblici.

Nell’Immobiliare Fiera invece entrerebbe l’altro grande protagonista dell’economia berica (e non solo berica, naturalmente) e cioè la Banca Popolare, a cui probabilmente i tre enti potrebbero cedere una quota ciascuno, in modo da creare il quarto socio di peso della società.

Questo significa, come detto, che politica ed economia si attrezzano per governare assieme in via dell’Oreficeria oggi. Ma significa anche che domani, se la politica dovesse decidere di privatizzare la Fiera (“Fiera spa” e “Immobiliare spa”, oppure anche dopo aver eventualmente deciso di accorpare tutto in un’unica società) l’economia vicentina, intesa come la Banca Popolare e le Associazioni di categoria, avrebbero in mano la leva per tenere in mano il tesoro Fiera. Perché avrebbero il diritto di prelazione rispetto ad eventuali offerte presentate da altri. E se questo è un possibile futuro, il presente è che, cedendo alla Popolare una quota dell’Immobiliare, i tre enti potrebbero anche iscrivere nei loro bilanci un’entrata che porterebbe ossigeno ai conti in crisi. Gli ingredienti per una svolta forte in zona Fiera, insomma, ci sono tutti.



(da “Il Giornale di Vicenza” di sabato 3 febbraio 2007)


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