
Milano. Il gioielliere vicentino Roberto Coin - a pari merito con Dirce Repossi - ha vinto il primo premio nella sezione “anelli” al concorso internazionale Tahitian Pearl Trophy, giunto alla quarta edizione. La cerimonia conclusiva del premio ha fatto tappa per la prima volta in Italia, in un evento che s’è svolto a Milano all’Acquario civico da poco riaperto, dopo aver visto le precedenti edizioni a Parigi, New York e Hong Kong.
Gli “oscar” delle perle tahitiane - perle coltivate di straordinaria iridescenza, riconosciute dal Gia nel ’76 - hanno visto in lizza modelli di 200 gioiellieri di 18 Paesi, che hanno fatto confluire preziosi e creatività in spille, braaccialetti, pendenti e finanche gioielli da uomo.
La giuria era presieduta dalla vedova di Marlon Brando, Tarita Teriipaia, testimonial naturale delle perle polinesiane in quanto nata a Bora Bora. Parterre di vip per la festa conclusiva e dati felicemente in crescita (più 20 per cento di vendite nel mondo) secondo il general manager delle Perles de Tahiti, Martin Coeroli.
L’immagine delle perle tahitiane in Italia è curata da uno studio vicentino guidato da Serena Miazzo. A Vicenza, inoltre, i gioielli premiati faranno tappa dopo Milano (sono esposti fino al gennaio 2007) e Palm Beach, prima di andare in tournèe in giro per il mondo tra fiere e vetrine del lusso.
La creazione premiata, il “Fire ring” di Roberto Coin è una elaborazione di oro giallo e bianco ad orchidea, con tre perle centrali e ricchi “petali” di micro pietre preziose.