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Mercato

Il 2007 sarà bello per orologeria e gioielli







Il 2007 sarà un anno brillante per i titoli del lusso. Ed in particolare per le azioni dei gruppi attivi nel settore dell’orologeria e i gioielli. A dirlo sono gli analisti di Ubs che, in un lungo studio sul settore, non solo illustrano i temi che faranno da propellente ad un nuovo rally in Borsa del comparto, ma danno anche indicazioni precise su quali, a detta loro, sono i cavalli di razza su cui puntare.

A sostenere il rally delle azioni del lusso (+15% nella media del settore) ci sarebbero una serie di fattori concomitanti. A partire dal recente aumento della domanda dei beni del settore. Qui, un ruolo chiave, come dimostrano le statistiche dei due principali mercati di riferimento, Usa e Giappone, è rappresentato dai consumatori di mezza età. Lasciate alle spalle le incombenze finanziarie più gravose, come quelle per l’acquisto della casa, gli over 50 – dicono da Ubs – per i prossimi cinquedieci anni torneranno, dopo averlo già fatto negli anni ‘80, ad ingrossare le fila dei consumatori di beni di lusso, prediligendo quelli di alto valore (come gioielli e orologi). Ecco perché le stime sulle società di fascia più alta sono più rosee rispetto a quelle attive nei segmenti accessori e profumeria. Ma non solo. Impulso alla crescita verrà anche dalla fine della recessione in Giappone e dall’avanzata economica di alcuni paesi emergenti (attualmente rappresentano solo 10% delle vendite totali, ma nelle stime raggiungeranno il 37% del mercato nel 2015 ). Tra questi, alcuni paesi (Cina, Russia e India in particolare) si stanno avvicinando alla "soglia del consumo di beni di lusso", considerata da Ubs, intorno ad un pil procapite di 7 mila dollari l’anno.

Ma quali sono, tra quelle europee, le azioni del lusso su cui puntare? Nella classifica dei preferiti, svettano al primo posto le Swatch. Stando ai calcoli degli analisti di Ubs, il celebre produttore di orologi, il cui titolo viene giudicato buy con un target price di 350 franchi svizzeri, gode un potenziale di rialzo del 25% circa rispetto alle quotazioni del 22 gennaio (data in cui è stata pubblicata la ricerca). "Swatch è un nome consolidato nell’industria dell’orologeria elvetica e ha tutte le carte in regola per beneficiare di un’attesa rimonta della spesa per i beni di lusso di fascia alta", si legge nel report.

Va detto che, indipendentemente dal giudizio della banca svizzera, nelle ultime sedute, le azioni del gruppo, quotate sul listino di Zurigo, non hanno mancato di dare soddisfazioni agli azionisti. Sostenute dalla indicazioni arrivate dalla società, che hanno preannunciato conti 2006 da record, le azioni della Swatch hanno allungato il passo fino a sfiorare quota 300 franchi svizzeri (+46% l’apprezzamento messo a segno nell’ultimo anno). Per la prima volta nella sua storia ha confermato il management – lo scorso anno le vendite hanno superato la soglia dei 5 miliardi di franchi svizzeri (3,2 miliardi di euro). E questo grazie alla buona performance riportata da tutte le principali divisioni, da quella degli orologi a quella degli articoli di gioielleria. Rispetto alla media del mercato, l’ufficio studi della banca elvetica si dice particolarmente ottimista sull’utile operativo di quest’anno, stimato a 1,1 miliardi di franchi svizzeri (il 9% in più rispetto al consensus).

Ma se Swatch siede sul trono delle best picks, prospettive altrettanto brillanti sono prevista da nomi più altisonanti nella gioielleria: Bulgari e Richemont. Per entrambi i titoli, il rating fissato dalla banca svizzera è buy con un prezzo obiettivo fissato rispettivamente a 13,5 euro (+22% rispetto alle quotazioni del 22 gennaio) e 85 franchi svizzeri (+19%). Tra i buy seguono a ruota Christian Dior e Tod’s. Per il titolo della maison francese, che negli ultimi dodici mesi è cresciuto del 11%, viene fissato un prezzo obiettivo di 100 euro, con un potenziale di upside del 23%. Decisamente positivi anche i ritorni calcolati per Tod’s. Il prezzo giusto delle azioni della società di Diego della Valle è individuato a 75 euro, ovvero un valore che è del 16% superiore rispetto a quelli attuali. Futuro in crescita, anche se con performance meno significative, sono previste per il numero uno del settore, Lvmh, a cui è attribuito un rating neutral con un prezzo di riferimento pari a 87 euro, che sottende un potenziale di rialzo dell’11%. Analogo giudizio è stato infine emesso nei confronti di Burberry (target price a 660 pence) e Hermès (target price 100 euro). Se le previsioni si rivelassero esatte, i due titoli avrebbero ulteriori margini di progresso del 4 e del 9%.



(da “La Repubblica” di lunedì 30 gennaio 2007)



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